Progetto migranti

Distretto 2041

A gennaio 2016 il Rotary Club Milano Nord e il Gruppo 5 (Milano Europa, Milano Villoresi, Milano Lambro-Napoleon) hanno dato il via a un progetto rivolto ai migranti presenti a Milano, dando il proprio contributo, sia professionale che finanziario, al fine di aiutare le organizzazioni che si occupano in prima linea del problema.  Su consiglio della Questura di Milano abbiamo preso contatto con la Croce Rossa Italiana che, a Bresso in Via Privata Aquila, gestisce i due maggiori campi denominati Centri Polifunzionali d’Emergenza. Queste due strutture, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015, sono state interessate con arrivi, praticamente quotidiani, nello smistamento (hub) di profughi provenienti dagli sbarchi sulle nostre coste, o entrati via terra dal nostro confine est. Anche per il 2016 il trend si mantiene, per ora, su questi numeri. Tale smistamento ha destinato, e continua a destinare, i profughi alle 12 province della Lombardia con un transito complessivo dall’inizio emergenza (08 agosto 2014) a tutto il 2015 di oltre 22.700 persone.
I profughi temporaneamente stanziatisi nel campo di Bresso sono maschi provenienti perlopiù da: Centro Africa, Corno d’Africa, Africa dell’Ovest, Afghanistan, Pakistan e Bangladesh. La loro età media oscilla tra i 22 ai 24 anni.
Nel campo può entrare solo personale autorizzato o i profughi con tessera di riconoscimento. I profughi, dotati di permesso temporaneo (in attesa della commissione valutatrice) sono liberi di circolare all’interno e all’esterno del campo, rispettando le norme del campo stesso.
Su suggerimento della CRI siamo partiti con il presupposto di aiutare questi ragazzi a integrarsi nel nostro Paese e dar loro, per quanto possibile, un aiuto e una minima formazione professionale.
Nei primi sette mesi di collaborazione con la CRI il nostro progetto ha acquistato e consegnato l’11 maggio, 300 paia di scarpe da calcio.
Grazie al contributo gratuito della ICM (associazione musicale insieme per la musica) abbiamo creato dei corsi di musica con l’obiettivo di formare una banda, e impartir corsi di musica per i bambini del campo di via Aquila.
È iniziata la produzione di un libro ROTARY/CRI per l’insegnamento basilare dell’italiano, ma purtroppo i materiali creati dalla commissione alfabetizzazione sono troppo difficili per molti profughi.
È stato allora avviato un “progetto giardinaggio” con la creazione di serre e coltivazioni nel centro di Bresso per insegnare e formare personale specializzato in materia. Questo corso servirà anche da progetto pilota per poterlo eventualmente duplicare in altri centri.
È iniziato il corso per fornai-panificatori con il CAPAC, con l’obiettivo di formare panettieri professionisti.  Sempre nel centro di Bresso, il maestro Rodolfo Viola ha iniziato il 27 settembre un corso di pittura.
Sono stati raccolti giocattoli e vestiario per bambini e sono state acquistate cinque macchine per cucire, donate alla CRI che insieme al progetto Linea Adele sta organizzando dei corsi di cucito che alla fine daranno una vera chance professionale ai partecipanti.
Con l’esperienza dei “corsi fotografici” (in quanto supportati da proiezioni fotografiche ) di italiano ed educazione civica, stiamo progettando un libro fotografico per insegnare più velocemente almeno 250 parole chiave della nostra lingua.
Per il 2017 sono già in cantiere nuove proposte di corsi professionali anche con la collaborazione della Quanta che ha già fatto dei corsi professionali in collaborazione con aziende e che alla fine hanno dato come risultato l’80% di partecipanti assunti.
L’esperienza che stiamo facendo con il nostro progetto e la Croce Rossa Italiana di Milano potrà essere sicuramente valida e replicabile in altre città visto che il problema è nazionale.
Il vero problema migranti in Italia è l’assenza totale di un piano da parte dello Stato a inquadrare questo flusso umano in maniera seria, smistare a destra e sinistra gente disperata e nella maggior parte senza una minima idea di dove sono capitati è forse la peggior cosa fatta finora. L’idea balzana, di piazzare numeri di persone in piccoli comuni con la scusa dell’accoglienza e della misericordia, senza dargli la possibilità di lavorare o anche aiutare volontariamente in lavori umili, non serve. Si perché per oscure ragioni burocratiche questi ragazzi non possono fare niente fino che non gli arriva il permesso di soggiorno e qui apriamo un bubbone; circa il 50% non avrà questo permesso e dovrà andarsene dall’Italia, dove? come? Siccome è una cosa materialmente impossibile, queste persone vagheranno per il paese facile preda di caporali e malavitosi che certamente non aspettano di meglio che manovalanza disperata.
Altra cosa curiosa, che quelli che arrivano via mare e che tanto fanno notizia, forse anche per i circa 3.000 morti annegati, sono solo circa il 15% del totale migranti che arriva in Italia. Il resto? Via aerea con visto, via terra clandestinamente.

 

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